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Novità editoriali




In una Zurigo frenetica, il tempo si ferma, un momento fa, forse. Due amici, Marcel e “G” vengono licenziati dalla loro azienda. Essere licenziati a 50 anni non dovrebbe essere una condanna ma un’opportunità di proseguire il proprio cammino verso una realizzazione personale in crescendo, invece, il romanzo di Giovanni Ardemagni ci rimanda in modo implacabile alla fragilità di una società mediatizzata, convulsa e sterile di soluzioni appropriate alla grandezza dell’uomo, lasciando i due protagonisti al loro libero arbitrio.
 
dalla prefazione di Jacques Naggar – Ragan, economista.  Roma, 2019
«E lei va ancora ogni mattina a trovarla anche se non la riconosce più da tre anni?»
 
Il gentiluomo le sorrise, era il sorriso di una persona serena: con la mano libera le toccò affettuosamente un braccio e disse:
 
«Cara dottoressa, lei, mia moglie, non sa più chi sono io, ma io so perfettamente chi è lei.»


Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l'isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l'unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi dell'ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli schizzi d'acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto è quello di stare sull'isola solo qualche giorno, trovare degli affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c'è da ricominciare. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più. Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza, ma c'è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l'affascinante ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.
Viola è un architetto, ha quasi cinquant'anni, un marito premuroso e tre gatti che in casa spadroneggiano. È un periodo tutto sommato tranquillo della sua vita.
 
Nel lavoro, in ufficio, le cose vanno bene. Con il giovane collega Gianluca si è instaurato un rapporto affettuoso, ora che lei, con pazienza e con il suo carattere affabile, è riuscita a diradare il velo d'ombra che sembrava avvolgere il ragazzo e a vincerne l'iniziale diffidenza. Soprattutto, è riuscita a farsi raccontare tutto. Una storia d'amore finita nel peggiore dei modi lo ha lasciato pieno di tormenti e incertezze, ed è forse con la segreta speranza di uscirne che, un po' docilmente un po' ostentando resistenza, accetta i consigli e i rimproveri di Viola.
 
Ma anche Viola, a dispetto dell'apparente serenità, vive le sue inquietudini. C'è un passato che torna a bruciarle dentro, da qualche tempo più forte, e che un giorno la spinge a salire in macchina e a dirigersi verso un vecchio luogo caro, dove si ritrova a fissare la tomba di Andrea, l’amore mai dimenticato. Poi qualcosa la distrae, si gira e l’ombra alle sue spalle si fa persona: Angelo, il fratello minore di Andrea. Per un attimo Angelo è Andrea, stesso sorriso e stesso viso, stessi gesti. Nei giorni seguenti Viola pensa all’incontro. Sente di avere sfidato il destino, con quella piccola fuga di poche ore, e non è più sicura di quello che sente e di quello che vuole. Ce ne potranno essere altre di fughe? Le vorrà, farà in modo che avvengano oppure no?





Un padre e un figlio: intorno al loro mondo di oggi e dentro di loro un mondi sospeso tra mito e invenzione.
Questa è la cronaca degli ultimi dieci giorni di un ragazzo colto e curioso, emozionato di fronte a quello che sa della vita, e di un padre che gliene spiega il senso, l'unico che conosce. Il filo che li unisce, che trasforma il pensiero in un racconto che non potrà essere dimenticato, è la poesia greca: un excursus appassionato, un viaggio luminoso in cui si rincorrono i grandi gesti e le tenere paure di poeti e poetesse dell'unico tempo possibile, quello tra il mito e l'invenzione dell'amore. E sarà proprio qui, in un punto sospeso tra pagine da sfogliare, gioco, passioni e vita vissuta, che troveranno il varco per salvarsi entrambi, perché non è possibile che "gli uccelli cantino quando finisce una tempesta e un uomo non sappia essere felice per il sole che gli resta".


Quando le luci si abbassano, le telecamere si spengono e gli studi televisivi si svuotano, i personaggi dello spettacolo si riappropriano della loro dimensione privata. Aldo Dalla Vecchia compie nuovamente la magia, e con la sua formula collaudata, Abracadabra, torna a esplorare le zone più remote dei sentimenti umani. Ventidue personaggi noti si lasciano trasportare in un viaggio confidenziale e archetipico. Attraverso venti interviste
(due delle quali doppie), lo scrittore si avventura in zone del pensiero insolite, con la capacità di saper veicolare concetti delicati, figli di una cultura e di una mentalità aperta e curiosa. Magia, esoterismo, superstizione, accompagnano le credenze degli uomini, abitando un mondo parallelo e sconosciuto; una corrente impetuosa che scorre attraverso un fiume sotterraneo inaccessibile alla percezione quotidiana. Dalla Vecchia, moderno Caronte, naviga con abile maestria queste acque scure, e i passeggeri, a turno, si lasciano condurre attraverso confidenze intime e personali. L’autore dimostra che la magia e la superstizione, benché credenze di natura irrazionale, vengono utilizzate per tracciare il confine tra il noto e il comprensibile, e l’ignoto e l’occulto. Il contesto è quello ideale e come spesso accade nei suoi libri, da grande studioso, professionista e amante della televisione, il sottotesto è ricco di aneddoti unici, che rimandano uno spaccato del dietro le quinte del mondo televisivo atipico e prezioso.

Raffaele Serinelli

Roberto, calciatore mancato, abita in un paese di montagna con la figlia adolescente Alice, affetta da disturbi alimentari. La madre di Alice, Valeria, brillante studentessa che non desiderava la maternità, è partita per proseguire la carriera in America tagliando i ponti con il passato. Un giorno il rappresentante di una ditta informatica presenta ad Alice un software sui cambiamenti climatici. Roberto cede ai desideri della figlia ma tramite le simulazioni emergono immagini agghiaccianti per l’umanità che accentuano l’ansia di Alice. Il modesto impiegato di provincia disperato per la salute di Alice parte per cercare Valeria.
 

Possono parole suadenti che affiorano da uno schermo translucido catturare un corpo e un'anima? Lilli e Sam danzano sull'orlo del baratro telematico, dentro la rete che, a mano a mano, li avvolge e li stringe. Sarà vero amore o l'inizio di un incubo? Il finale lo scriverà il computer, il nuovo Cupido di questa storia esitante tra ragione e sentimento.




Milano, Sergio Porta ex ispettore di banca, grande appassionato di Jazz e ora giornalista indossa i panni di investigatore per risolvere intrighi e delitti nei quali si ritrova involontariamente coinvolto. Lo aiutano la moglie Luisa, l'amico giornalista Franco Bianchi e il simpatico Commissario Domenico Romano.
 
Ironia della sorte Porta è non vedente. Riuscirà ad affrontare gli innumerevoli pericoli che lo attendono?
E notte. Su un'autostrada del Nord Italia industriale corre una macchina con a bordo tre funzionari di una ditta commerciale. Tornano a casa da un viaggio di lavoro, sono stanchi, nulla di strano che decidano di fermarsi in un autogrill per bere un caffè e comprare le sigarette; una breve sosta prima dell'ultimo sforzo. Ma in quella stazione di servizio, sotto gli occhi indifferenti dei camionisti assonnati e delle ragazze del bar, il destino aspetta uno di loro. Una leggerezza e una banale dimenticanza lo faranno precipitare nelle maglie di un meccanismogiudiziario impeccabile nella forma, efficiente nei metodi, implacabile nelle conseguenze.
« La capra crepa è un regalo ideale da fare agli amici, senza che si possano offendere. Anzi, il prezioso libretto è un mezzo perché diventiamo tutti complici nell’indignarci di come parlano gli altri e, intanto, tutti ci correggiamo.»

Annamaria Bernardini de Pace

Nell’epoca della mutazione mediatica e della definitiva rivoluzione della fruizione televisiva, stabilita dall’avvento dello streaming e dell’on demand,Aldo Dalla Vecchia ci riporta indietro nel tempo, alle origini dellaTV moderna, al nuovo modo di fare spettacolo introdotto dalla cosiddetta tivù commerciale e alla riscoperta di atmosfere e luoghi dissolti ormai nell’etere delle trasmissioni satellitari.
Rievocando 40 protagonisti, tra i tanti personaggi divenuti icone generazionali, questo memorandum riassume le tappe della cultura pop italiana, dal patriarcato di Mike Bongiorno alla leggenda di Non è la Rai, dall’eleganza di Corrado all’informalità di Fiorello, dal talent scout Claudio Cecchetto all’egemonia invisibile di Fatma Ruffini. Nomi e volti che si susseguono come pietre miliari, ascandire le distanze raggiunte da un viaggio durato 40 anni. I personalissimi ritratti delineati dalla penna dello scrittore sono corredati dalle cartoonesche illustrazioni di Gaspare Capizzi, che si abbinano al racconto come bislacche istantanee delle reminescenze puerili. Con il suo consueto tocco, Dalla Vecchia ci restituisce un quadro nostalgico agrodolce, edulcorato da uno stile cristallino, vellutato, delicato, che smuove dolcemente le corde della memoria assopita.

Andrea Schiavone

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